MASTOPLASTICA RIDUTTIVA
L’intervento di riduzione di volume del seno prevede, come sempre, un attento studio caso per caso, in quanto esistono diverse tecniche per le diverse situazioni che il chirurgo si trova ad affrontare: da mammelle voluminose ma “toniche” e poco “cadenti” fino alla cosiddetta “gigantomastia” in cui peso e volume delle ghiandole sono molto importanti.
L’intervento viene concordato con le aspettative e le richieste delle pazienti, in relazione soprattutto all’entità della riduzione. Questo tipo di intervento può avere risvolti psicologici importanti in ragazze molto giovani od in pazienti che hanno beneficio alla postura (cervicalgie, dolori alla schiena) dalla riduzione del peso delle ghiandole..
MASTOPLASTICA RIDUTTIVA
L’intervento
L’intervento prevede una riduzione di una parte di tessuto mammario (che viene sempre inviato per un esame istologico definitivo) ed un rimodellamento e sollevamento della ghiandola, spesso con la possibilità di ridare proiezione alla mammella.
Le cicatrici residue variano da una cicatrice solo intorno all’areola (casi più selezionati dove è preminente il sollevamento della mammella – mastopessi -), oppure la periareolare più una cicatrice verticale che raggiunge il solco sottomammario o ancora nei casi più frequenti una cicatrice ad “L o J” od a “T invertita” sempre in associazione alla periareolare. Sono previsti drenaggio rimossi in 24/72h e le suture sono completamente riassorbibili.
Per chi è indicato
Pazienti con seno voluminoso, in cui può essere associato anche un rimodellamento e/o sollevamento
Pazienti con disturbi posturali, dolori a collo/spalle
Pazienti con modificazioni post-allattamento della ghiandola mammaria
Post
operazione
Seguire le indicazioni del chirurgo.
A fine intervento la paziente indossa un reggiseno contenitivo.
Domande Frequenti
Sì, è però sempre indicato, anche quando questa non ci sia, effettuare una ecografia mammaria od una mammografia per studiare il tessuto mammario PRIMA di effettuare intervento. Inoltre tutto il tessuto asportato viene SEMPRE inviato per analisi istopatologica
No, ogni paziente può necessitare di tecniche diverse che implicano più o meno cicatrici. Nelle mammelle molto voluminose a volte può essere compromessa la componente neurosensitiva del complesso areola-capezzolo.
Sì, attualmente le tecniche permettono di ricreare, col tessuto ghiandolare, una cosiddetta “autoprotesi” che da’ proiezione alla mammella e ne accentua la rotondità e forma.