Troppo spesso ci si affida ad esperti “poco esperti”.
“Buongiorno, avrei bisogno di un idraulico per riparare la mia caldaia” – “Certo! Le mando mio cugino falegname che è bravissimo, ha sistemato anche la mia!”. Voi lo fareste anche solo entrare in casa vostra? Bene, è un po’ quel che succede nel panorama medico all’interno della grande famiglia dei “chirurghi estetici”. Infatti molti medici, che hanno tutti i titoli anche per effettuare interventi chirurgici, si definiscono specialisti in chirurgia estetica millantando un titolo che formalmente non esiste.
La specializzazione in “Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica” è un titolo che viene conseguito con 5 anni di Scuola di Specializzazione Universitaria e che prevede lavoro, esami e ricerca su tutto quel che concerne il campo sovracitato, dalle malformazioni congenite ai tumori cutanei, dall’estetica alle ustioni, dalla microchirurgia al tumore mammario. Tutto ciò permette agli specialisti una formazione ampia e complessa che si riflette sulla preparazione ad effettuare interventi e procedure di chirurgia estetica.
L’ultima survey disponibile di ISAPS (la società mondiale che raccoglie tutte le società nazionali di chirurgia estetica) racconta di oltre 300mila procedure in Italia di chirurgia estetica e oltre 650mila procedure non-chirurgiche di medicina estetica, con un incremento rispetto al precedente anno di circa il 4%; le donne sono sempre protagoniste (86%) ma gli uomini crescono nella ricerca delle procedure di estetica.
La sicurezza di mezzi, di competenze, di materiali viene data solo da una affiliazione certa e certificabile ad una (o entrambe) delle due società principali italiane di chirurgia plastica: la SICPRE (Società italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva Estetica) e l’AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica).
Ai nostri pazienti consigliamo sempre, sia per piccole procedure di medicina estetica sia per i più complessi interventi chirurgici, di affidarsi a professionisti certificati, con esperienza e con le competenze necessarie; le complicanze possono sempre accadere, anche al più bravo dei professionisti, ma è lui stesso ad aver premura di seguire, trattare e risolvere il problema